Gruppo Alpini Tregasio


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Momenti della Costruzione

la Baita

Anche la baita dice la sua:

“Gli Alpini trovano uno scopo alla loro presenza sul territorio nell’attenzione e nella disponibilità verso gli altri. Questa volta è stato il Territorio a dimostrare concreta attenzione e disponibilità verso gli Alpini”.


LA BAITA


Baita, casa degli Alpini. In qualunque modo si nomini la costruzione che il Gruppo di Tregasio, ed in particolare il suo Capogruppo, ha fortemente voluto, c’è un richiamo alla montagna, l’ambiente naturalmente destinato ad accogliere i milioni di giovani che sono stati chiamati per svolgere il servizio militare di leva in tempo di pace fin dal 1872, anno di istituzione del Corpo Alpini, ma anche per combattere le cruente e dolorose guerre del secolo scorso. Adesso i giovani non sono più obbligati a rispondere alla chiamata, perché il servizio militare è svolto da volontari, ma a quanti hanno vissuto l’esperienza della “naia” a Cuneo, in Val d’Aosta, tra le montagne del Trentino o del Friuli e che oggi si ritrovano per libera scelta a vivere momenti di “alpinità” nei loro paesi, la baita diventa il loro rifugio, la loro casa comune, contemporaneamente simbolo della montagna e dello spirito alpino.
A Tregasio, dove il Gruppo è costituito ormai da cinquantacinque anni, oltre un decennio fa gli Alpini hanno sentito l’esigenza di avere a disposizione una baita dove ritrovarsi, dove vivere l’alpinità in modo profondo, come se fossero ancora sui monti. Era un pensiero messo di tanto in tanto sul piatto dei desideri, ma quando se ne discuteva, ai più sembrava un desiderio irrealizzabile, un sogno.
Qualcuno, invece, ha incominciato ad intravedere la possibilità di concretizzare il sogno abbozzando delle ipotesi: “La podaress ‘na ben quela tera là del Comoeun”. “La terra del Comoeun?”. “Ma sì, quella ca gh’è denanz a l’ambulatori…”. “Bella idea!” “Allora, perché g’al disomm no al Sindich?” Così l’idea di qualcuno è diventata la volontà di tutti. Si era nel 1997. La proposta ha trovato il favore dell’Amministrazione comunale, guidata allora da Rosanna Zolesi, e nell’anno successivo era pronta la Convenzione per concedere in comodato d’uso al Gruppo Alpini il terreno per la costruzione della baita.


Nel 1999, dietro presentazione del “Progetto per la realizzazione della sede Alpini e di un campo giochi in frazione Tregasio” al Gruppo veniva rilasciata la concessione edilizia.
Tuttavia l’opera, iniziata nell’anno 2000 con la posa della prima pietra e con la formazione del basamento in calcestruzzo, subiva prima una sospensione e successivamente una variazione che ne hanno rallentato considerevolmente la realizzazione.


Con la nuova concessione edilizia del 2003 gli Alpini erano pronti ad iniziare per la seconda volta la costruzione, ubicata sullo stesso terreno avuto in comodato dal Comune, ma con diversa dislocazione.


Tuttavia la strada che gli Alpini avevano scelto di percorrere era ancora in salita, tanto che solamente nel 2005 la baita incominciava a prendere corpo con la costruzione dei muri della cantina.


Nel marzo del 2006, nel breve volgere di qualche giorno, veniva posata e rifinita la prima soletta. Solo allora gli Alpini hanno incominciato a credere seriamente che la loro sede avrebbe potuto essere completata.
Il passo successivo è stato mosso con la costruzione dei pilastri di sostegno per l’edificio fuori terra.


Nel frattempo i lavori per la realizzazione del campo giochi si concludevano e il 2 giugno dello stesso anno, con la presenza del Vescovo emerito Antonio Riboldi, di origine tregasina, l’area attrezzata veniva inaugurata e messa a disposizione della cittadinanza e delle scuole.
Il tempo trascorreva, ma i pilastri non venivano coperti: il costo del tetto, dei muri, degli impianti, delle rifiniture bloccavano l’avanzamento dei lavori e lo scheletro della baita è rimasto a godersi il cielo per ben due anni, mentre il Sodalizio viveva momenti di preoccupazione alternati ad altri di speranza.

Dopo una riunione del Gruppo, a cui ha presenziato il Sindaco per assicurare il suo sostegno, la determinazione degli Alpini, il loro impegno senza limiti e il contributo concreto e sostanzioso di tante persone hanno messo nuove gambe al progetto. Così nell’estate del 2008 è stato montato il tetto.


Da allora i lavori non si sono più fermati. Caricati, motivati e decisi a terminare l’opera nel più breve tempo possibile, gli Alpini, spronati anche dall’esempio di un indomito Capogruppo, hanno dato l’anima. A seconda delle necessità, hanno vestito i panni dei garzoni e dei muratori professionisti e, mattone dopo mattone, hanno innalzato i muri perimetrali e interni.


Con l’intervento di veri professionisti, quest’anno la baita è stata rifinita.

Oggi la baita è una realtà. Dentro e fuori, nei muri e nel parco, c’è l’impegno degli Alpini, c’è la loro tenacia, la loro fatica, il loro sudore, ma anche i loro ideali, tra i quali lo spirito di servizio. Accanto c’è la generosità di altre persone, e sono tante, che hanno offerto un contributo in denaro o prestato gratuitamente la loro opera, e di ditte che hanno donato i materiali o hanno messo a disposizione macchine operatrici.
La baita verrà gestita dagli Alpini. Sarà la loro sede, ma anche luogo per manifestazioni civili e religiose e, a richiesta, spazio a disposizione di Gruppi e Associazioni che operano sul territorio; potrà essere, in qualche occasione, l’ambiente adatto per festeggiare in sana allegria un avvenimento, una ricorrenza…

Per gli Alpini sarà il luogo dove incontrarsi, parlare, discutere, programmare la propria attività, far crescere lo spirito di appartenenza ad un’Associazione che pone alla base delle proprie azioni l’attenzione ai bisogni della comunità e la solidariètà verso chi ha meno.
Sta a noi tutti fare in modo che la baita diventi un accogliente luogo per la crescita individuale e sociale.


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